Antares e la sua prima gara: una sfida vinta con il cuore

Il 9 novembre è stato un giorno speciale anche per Antares, un bambino di 9 anni che ha affrontato una gara importante, non solo dal punto di vista sportivo, ma soprattutto dal punto di vista personale. Durante le prove, Antares ha dovuto superare diverse sfide: aveva delle preferenze molto precise sui percorsi da seguire e sulle sequenze di esercizi da eseguire, e modificarle è stato per lui un processo difficile. Ogni cambiamento era una piccola grande battaglia, accompagnata da momenti di frustrazione e difficoltà, affrontate con pazienza insieme all’istruttrice Bianca, con cui si è creato un importante rapporto di comprensione, fiducia e piccole conquiste condivise.

Un legame dalle radici profonde, iniziato tra i banchi di scuola, dove Bianca è stata per lui un punto di riferimento fondamentale. Con il tempo, Antares ha imparato a cercare il suo sguardo nei momenti di incertezza e ad affidarsi alle sue parole di incoraggiamento, trovando in lei una guida sicura anche nelle sfide sportive. La loro intesa è diventata un ponte tra il contesto scolastico e quello sportivo, permettendogli di affrontare con maggiore sicurezza le difficoltà e di superare gradualmente le sue rigidità.

Grazie a tutto questo lavoro, il giorno della gara la determinazione di Antares ha avuto la meglio e ha sorpreso tutti: dopo un veloce ripasso sulle tappe con l’aiuto anche di immagini di riferimento, è partito con sicurezza, ha affrontato anche parti del percorso che durante le prove gli erano sembrate insormontabili e, soprattutto, ha superato le sue rigidità e non si è fermato, ad esempio, a sistemare i coni caduti o a raddrizzare gli elementi del tracciato. Con il supporto dell’istruttrice Bianca che correva accanto a lui sostenendolo anche verbalmente, ha svolto tutto il percorso senza esitazione.

Il traguardo, però, non è stato solo il suo: Antares ha gareggiato in gemellaggio con Francesco, un bambino di 12 anni che è per lui un vero punto di riferimento. Francesco lo conosce e lo capisce, lo supporta e lo incoraggia con un’intesa speciale. Insieme hanno affrontato la gara e, unendo i loro punteggi, hanno conquistato il secondo posto sul podio della categoria bici tradizionale.

Questa esperienza ci insegna che ogni piccolo passo in avanti è una grande vittoria e che, con il giusto supporto e tanta passione, si possono superare anche le difficoltà più grandi, dimostrandoci che l’amicizia e la fiducia possono portare lontano.

Perché partecipare?

Per vivere momenti di crescita, amicizia e divertimento in un ambiente inclusivo, dove ogni bambino può sentirsi accolto e valorizzato.

L' approccio educativo è basato sul "metodo Prisma" della Dottoressa Bianca Maria Maxia, sviluppato sulla Teoria delle Intelligenze Multiple di Howard Gardner per stimolare ogni bambino secondo le proprie capacità e inclinazioni.

Attività strutturate ma flessibili
Con possibilità di scelta tra diverse opzioni.

Supporto costante
Per garantire un’esperienza sicura e gratificante.

Sport e inclusione
Grazie a biciclette, tricicli e handbike adattati, ogni partecipante può vivere un'esperienza senza barriere.

Socializzazione e crescita
Il progetto favorisce il lavoro di squadra, la collaborazione e l’integrazione tra bambini con diverse abilità.

Le attività sono organizzate da istruttori specializzati in ambito psico-pedagogico , con un approccio flessibile che rispetta i tempi e le esigenze di ogni bambino.

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