Emma e la sua prima pedalata: un gioco tra vento e colori

Ogni bambino ha il suo modo di scoprire il mondo, e per Emma, una bambina di 9 anni, l’approccio alla bicicletta è stato un viaggio fatto di piccole esplorazioni, fiducia e giochi di colore.

Fino a oggi, le sue lezioni non erano state tanto sulla bici, quanto sull’ambientarsi: conoscere il luogo, costruire un rapporto con gli istruttori, prendere confidenza con lo spazio e gli oggetti intorno a lei. La bicicletta era lì, ma Emma non era ancora pronta a salirci. Preferiva spostarsi a piedi, osservare, giocare con gli hula hoop che adorava lanciare in aria, seguendone la traiettoria con gli occhi pieni di curiosità.

Ma oggi è stato diverso. Oggi Emma ha fatto il suo primo vero passo verso la bici.

Con il supporto degli educatori Bianca e Matteo, e grazie all’aiuto di immagini di riferimento, ha iniziato a sedersi sulla sella, prima per pochi secondi, poi per un po’ di più. Ha messo i piedi sui pedali, ha lasciato che Matteo la sostenesse, ha provato a pedalare, seppur con qualche incertezza iniziale. Il movimento all’indietro è diventato poco a poco un movimento in avanti, e con un piccolo aiuto è riuscita a percorrere un primo breve tratto.

Nel frattempo, Bianca l’aspettava più avanti con un cerchio del colore scelto da Emma, pronta a porgerglielo per poi lasciarglielo lanciare in aria. Piano piano la bici ha iniziato a diventare qualcosa di familiare, qualcosa che poteva essere divertente. Dopo aver lanciato il cerchio, Emma ha iniziato a tornare sulla bici sempre più spontaneamente, scoprendo poco a poco il piacere di pedalare.

Ma il vero momento magico è arrivato nelle discese: il vento sul viso, la velocità, il suono delle risate mentre la bici scivolava leggera. In quei momenti, Emma non pensava più alla difficoltà del movimento, non pensava all’equilibrio: stava semplicemente vivendo l’emozione della corsa, del gioco, della libertà.

Ogni bambino ha il suo tempo per scoprire il piacere dello sport, e oggi Emma ha trovato il suo. Un piccolo passo, una grande conquista. E noi non vediamo l’ora di vedere dove la porteranno le sue prossime pedalate.

Perché partecipare?

Per vivere momenti di crescita, amicizia e divertimento in un ambiente inclusivo, dove ogni bambino può sentirsi accolto e valorizzato.

L' approccio educativo è basato sul "metodo Prisma" della Dottoressa Bianca Maria Maxia, sviluppato sulla Teoria delle Intelligenze Multiple di Howard Gardner per stimolare ogni bambino secondo le proprie capacità e inclinazioni.

Attività strutturate ma flessibili
Con possibilità di scelta tra diverse opzioni.

Supporto costante
Per garantire un’esperienza sicura e gratificante.

Sport e inclusione
Grazie a biciclette, tricicli e handbike adattati, ogni partecipante può vivere un'esperienza senza barriere.

Socializzazione e crescita
Il progetto favorisce il lavoro di squadra, la collaborazione e l’integrazione tra bambini con diverse abilità.

Le attività sono organizzate da istruttori specializzati in ambito psico-pedagogico , con un approccio flessibile che rispetta i tempi e le esigenze di ogni bambino.

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