Un mese di “Insieme in Movimento” e “Bike4All”: quando lo sport diventa relazione, scoperta e crescita

È passato appena un mese dall’inizio dei progetti Insieme in Movimento (dagli 8 ai 15 anni) e Bike4All (16 anni in su), ma sembra che sia già trascorsa una stagione intera di emozioni, scoperte e piccoli grandi traguardi.

Ogni lunedì e giovedì pomeriggio, il parco si riempie di voci, risate e ruote che girano. I partecipanti arrivano con la loro energia, ognuno con il proprio ritmo e la propria unicità, ma tutti con un desiderio comune: stare insieme, divertirsi e mettersi alla prova.

Le attività si alternano tra pedalate, merende condivise, giochi di movimento, laboratori di logica e creatività, e momenti musicali.

E ogni incontro regala una nuova storia.

Il progetto è appena iniziato e sta ancora prendendo forma, crescendo insieme al gruppo che si sta creando giorno dopo giorno. Si costruisce lentamente, seguendo i ritmi di ciascuno, lasciando che ogni partecipante trovi il proprio spazio e la propria voce. Ognuno sperimenta, esplora e sceglie le attività in base ai propri interessi, abilità e propensioni, contribuendo così a dare vita a un percorso davvero condiviso e inclusivo.

Federico, ad esempio, ha riscoperto il piacere dello sport e del gioco di squadra. Il calcio, la sua più grande passione in questo momento, è diventato il motore che lo motiva anche durante la prima ora in bici, per poi condividere il divertimento con Mattia e gli altri compagni. Sta imparando a gestire meglio l’attesa, ad accettare le regole, e le opposizioni che un tempo erano forti e improvvise oggi lasciano spazio a sorrisi e a “va bene, proviamo così”.

Antares si diverte a sperimentare: dal triciclo alla bici cargo, ogni mezzo è una nuova avventura. Sempre più spesso rimane con il gruppo, partecipa con serenità e affronta le piccole variazioni di programma con grande maturità, sorprendendo chi lo conosce da tempo.

Insieme a lui anche Federico e Andrea, Miriam ed Eleonora, Daniel e Millie si cimentano in nuove sfide logiche, artistiche e su due (o tre) ruote.

E tra una pedalata e l’altra, e tante sfumature di colore… nascono nuove amicizie!

Tommy, con la sua calma e concentrazione, ha scoperto un nuovo interesse: il sudoku. Lo affronta con la stessa determinazione con cui pedala, trovando nel gioco logico un modo per allenare la mente e la pazienza.

Carla con la sua determinazione e il suo coraggio si allena per raggiungere un passo dopo l’altro i suoi obiettivi, uno dei quali importantissimo il passaggio dal triciclo alla bici tradizionale, con cui presto parteciperà a una gara.

E poi c’è Leo, che con la sua sensibilità ci insegna ogni giorno qualcosa di prezioso. Durante un laboratorio, ha composto il suo nome in Braille usando piccole pietre. Alla fine, sorridendo, ha detto: “Ora vi ho fatto conoscere un po’ della mia lingua.” In quel momento, il gruppo intero ha capito che l’inclusione non è solo aiutare qualcuno a fare qualcosa, ma anche imparare da lui, entrare nel suo mondo.

Emma, dopo l’estate, ha ripreso le lezioni con entusiasmo: ricordava perfettamente i percorsi, è salita in sella impaziente di partire e, con orgoglio, ha partecipato alle attività di coloritura e al gioco del tangram, accettando anche di fermarsi per la merenda e mangiare seduta riuscendo a non alzarsi frequentemente per l’impazienza.

Carolina pedala sempre più veloce con il suo triciclo, e ad ogni giro percorre un tratto più lungo senza spinte d’aiuto. Il suo sorriso quando si accorge di farcela da sola è una lezione silenziosa per tutti.

A rendere tutto questo possibile ci sono anche loro, gli “aiutanti speciali”: come Mattia, Eugenio, Eleonora, Umberto e Davide.

Davide, ad esempio (14 anni), con la sua gentilezza, attenzione e naturale empatia è diventato un punto di riferimento prezioso per i più piccoli e un supporto fondamentale per Bianca, Matteo e gli altri istruttori. Sa essere un compagno di giochi ma anche una presenza delicata e rispettosa: un vero esempio di inclusione vissuta.

Mattia ci accompagna già dal campo estivo, dove ha riscoperto il piacere di stare insieme e di condividere esperienze in un ambiente accogliente e sereno. In questi mesi è cresciuto moltissimo, diventando più aperto, sicuro e partecipe. Da allora ha scelto di proseguire con noi anche nel nuovo progetto, trovando il suo spazio e contribuendo al clima positivo del gruppo con la sua simpatia e il suo sorriso. Partecipa con entusiasmo a tutte le attività e, quando può, offre spontaneamente un aiuto agli altri, con la naturalezza di chi si sente davvero parte di qualcosa di bello.

Ogni incontro è un intreccio di storie, di progressi visibili e invisibili, di conquiste che non si misurano in metri percorsi ma in fiducia, collaborazione e sorrisi condivisi.

Un mese è bastato per ricordarci quanto lo sport possa essere uno strumento potente per crescere, conoscersi e incontrarsi.

E se questo è solo l’inizio, siamo impazienti di scoprire dove ci porterà il prossimo giro di ruota.

Perché partecipare?

Per vivere momenti di crescita, amicizia e divertimento in un ambiente inclusivo, dove ogni bambino può sentirsi accolto e valorizzato.

L' approccio educativo è basato sul "metodo Prisma" della Dottoressa Bianca Maria Maxia, sviluppato sulla Teoria delle Intelligenze Multiple di Howard Gardner per stimolare ogni bambino secondo le proprie capacità e inclinazioni.

Attività strutturate ma flessibili
Con possibilità di scelta tra diverse opzioni.

Supporto costante
Per garantire un’esperienza sicura e gratificante.

Sport e inclusione
Grazie a biciclette, tricicli e handbike adattati, ogni partecipante può vivere un'esperienza senza barriere.

Socializzazione e crescita
Il progetto favorisce il lavoro di squadra, la collaborazione e l’integrazione tra bambini con diverse abilità.

Le attività sono organizzate da istruttori specializzati in ambito psico-pedagogico , con un approccio flessibile che rispetta i tempi e le esigenze di ogni bambino.

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